WIIS Italy aderisce alla campagna Senza donne non se ne parla, volta a promuovere una rappresentanza equilibrata dei generi in tutte le discussioni pubbliche, trasmissioni e conferenze. L’iniziativa, rilanciata da Rai Radio 1 in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, era stata promossa nel 2018 da Mariya Gabriel, Commissaria dell’Unione europea per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù: la Gabriel aveva denunciando una lampante sotto-rappresentazione delle donne nei dibattiti, e lanciando No Women No Panel si era imoegnata in prima persona a non partecipare ad alcun evento pubblico se non fosse stata presente almeno un’altra donna. Ad ispirare la campagna è stata l’organizzazione belga BrusselsBinder, che ha creato e messo a disposizione una banca dati europea di donne esperte e professioniste.

Sono sicuro che questa iniziativa contribuirà a rafforzare, nella società, la spinta per favorire una cultura che promuova l’effettiva parità, prevista dalla nostra costituzione, ma non ancora pienamente conseguitaha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo solidarietà alla campagna. L’Italia si trova infatti al 76° posto (su 153 paesi) nel Global Gender Gap Report 2020 del World Economic Forum, e al 14° nel Gender Equality Index 2020 presentato dall’European Institute for Gender Equality (EIGE). Le disparità principali emergono nelle sfere del potere politico, economico e sociale, e del lavoro. Inoltre, nel settore della sicurezza, come dimostra il #Shecurity Index, in diplomazia e nelle forze armate l’Italia risulta tra i paesi europei con la più bassa partecipazione di donne.

Dagli anni 80 accademiche e accademici hanno sollevato la questione della disuguaglianza di genere nella sicurezza e di un conseguente svilimento della donna nel settore, sia a livello qualitativo che quantitativo. Spesso, infatti, una voce femminile è considerata meno autorevole rispetto ad una controparte maschile. Fragili, accondiscendenti, “troppo femminili” avrebbe detto, con amara ironia, Cynthia Enloe. Eppure, anche quando il credito viene riconosciuto e la voce ascoltata, la donna è sola in mezzo a una pluralità di baritoni e tenori, correndo il rischio di essere sovrastata.

La Presidente di WIIS Italy, Irene Fellin, ha criticato questa sproporzione al forum Shared Awareness and De-confliction in the Mediterranean (SHADE MED) 2020, organizzato da EUNAVFOR MED IRINI, l’operazione aeronavale per l’attuazione dell’embargo ONU verso la Libia: Sono l’unica donna speaker del panel e, in quanto tale, ho la responsabilità di rappresentare tutte le altre donne che avrebbero meritato di essere qui”. Anche Lia Quartapelle, deputata del Partito Democratico e membro dell’Advisory Board di WIIS Italy, si era espressa in occasione dell’eclatante caso del Festival della Bellezza di Verona, dove solo uno dei 21 eventi del programma fu stato affidato ad una donna, Jasmine Trinca. Quartapelle aveva commentato su twitter: “Apparentemente non c’è una donna che abbia titoli per parlare di bellezza e eros”. Anche se non sono certo una novità, gli all-man panels sono talmente comuni che si è sentito la necessità di coniare un termine, ‘manel’, per riferirvisi.

Contro questa frustrante impossibilità (o piuttosto riluttanza?) di valorizzare la competenza della componente femminile in dibattiti pubblici e ai tavoli decisionali, la campagna Senza donne non se ne parla si impegna attivamente per un’equa rappresentanza tra uomini e donne in tutte le trasmissioni, convegni, eventi e seminari.

Aderendo alla campagna, chiediamo alle sedi istituzionali, pubbliche, private, al mondo scientifico e mediatico di aderire a questo impegno: inserire in maniera quanto più possibile paritaria nei convegni, nelle conferenze, nelle commissioni, nei dibattiti radiotelevisivi, sui giornali, presenze femminili e maschili.